COMPLOTTISMO,
COVID 19 E FILOSOFIA POLITICA
(prima
parte)
Di
Mauro Pasquinelli
Sulla
pandemia da Covid 19 non
ho
da
offrire la
famosa pistola fumante, ma un
ragionevole dubbio socratico
si.
E
non
ho vergogna di esprimerlo anche se saro’ tacciato di complottismo
dal coro dei benpensanti di destra e di sinistra, accomunati nel
comune sentire
del politically
correct.
Tutto
mi fa pensare che la
pandemia,
rappresenti
una forma
nascosta,
dissennata
di
bioterrorismo,
di guerra
ibrida (ibrid
warfare),
liquida, non ortodossa, scatenata dalle
fameliche
elite’
anglosassoni,
contro
la Cina e tutti i suoi potenziali alleati o collaboratori. Una
prova generale
per saggiare e collaudare
il
nuovo
dispositivo tecnologico,
e
mettere a tacere tutti
popoli
che osano sfidare il Washington
Consensus.
Una
esercitazione in
piena regola
con
il secondo fine di
vaccinare
tutti, di militarizzare
il territorio, di
disciplinare i corpi, di
abituare i cittadini a restrizioni sempre piu’
invasive
delle liberta’ personali.
Gli
indizi che confermano questa ipotesi sono molteplici. Non li
trattero’ in questa sede. Chi fosse interessato puo’ aprire
Byoblu e sentirsi le varie, pungenti
interviste pubblicate sul tema da Claudio Messora. Ma un indizio su
tutti vale la pena di essere menzionato: era
il 18 ottobre del 2019, appena due mesi prima del cataclisma
epidemico
a Wuhan, quando il Jhon Hopkins Center for Health Security in
collaborazione con il World Economic Forum e la Fondazione Bill
& Melinda
Gates hanno presentato a New York Melinda
Gates hanno presentato
a New York
“l’Event 201 Pandemic Exercise”.
Una
simulazione da Pandemia globale da Coronavirus
in
cui e’ stata simulata la gestione dell’epidemia e della
conseguente crisi in tutto il mondo al fine di mostrare gli enormi
costi economici e di vite umane legate all’infezione del virus. Al
Summit
hanno partecipato 15 leader di multinazionali, dei governi e della
sanità .
Stupefacente
coincidenza? Premonizione? Esercitazione? Il
Covid 19 si conosceva gia’? La
risposta la lascio a voi. Di certo l’episodio non puo’ passare in
sordina. I media embedded
di regime non
ne hanno fatto mai menzione.
Questo
virus invisibile sembra avere una vista fenomenale. Soprattutto
tiene
molto in considerazione gli obbiettivi strategici del Deep State
americano: creare piu’ danni possibile lungo la nuova via della
Seta (le cui zone strategiche sono proprio
Cina,
Iran, Italia i
paesi piu’ colpiti).
Un virus intelligente scattato al momento giusto nel luogo giusto!
Se
non c’era si doveva inventare e tutto fa pensare che e’ stato
inventato in qualche laboratorio e da li fuoriuscito per mano
dell’uomo.
Poi
come si sa il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. In un mondo
globalizzato gli effetti devastanti tendono a diffondersi e colpire
tutti. Il virus per sua natura non conosce frontiere. Ma anche questo
potrebbe essere rientrato nei calcoli strategici,
nella vista intelligente affidata al virus.
E’
allora inevitabile soffermarsi sugli
esiti di
questa Pandemia che alcuni considerano ragionevolmente finta pandemia
(viste le conseguenze poco piu’ che aggressive di una normale
influenza) ma a cui le elite’ hanno attribuito una valenza
devastante al pari di una peste bubbonica.
La
prima conseguenza voluta e ricercata e’ stato il panico
generalizzato. Un
espediente eccellente di manipolazione che i dominanti perseguono
nelle situazioni di grave crisi per ammorbare le coscienze,
iniettare
veleno nelle relazioni, distrarre le
genti,
per poi affidarle
alle “amorevoli cure” del salvatore della patria di
turno,
del nuovo leviatano.
Come
non vedere
sotto
i nostri occhi
il
delinearsi di uno
provvisorio
stato
di eccezione mondiale,
(di
Schmittiana
memoria),
in cui il sovrano diventa
lo
spettro invisibile del
virus, evocato
e usato orwellianamente per
ultimare
il disegno strategico di dominio e
asservimento dei
popoli!
La
vita sociale, il
lavoro e
la “democrazia”
gia’ latitanti
da un pezzo,
sono temporaneamente
sospesi.
Sembra
di essere
gettati
in
un panorama surreale.
Irrompe
l’irrazionale,
il lato oscuro del potere
che
gioca sulle angosce collettive per fare
di
noi
esseri reciprocamente sospettosi.
E’
l’apoteosi dell’uomo
neoliberista.
Il
neoliberismo, che gia’ aveva distrutto la comunita’ in nome
dell’individuo isolato, dell’homo
videns e virtuale,
(ricordatevi
le parole di M. Thatcher
del 1978: “non
esiste la societa’ esistono solo
gli
individui”)
si
trova ora
in
mano una
arma
potenzialmente
letale
per dare il colpo finale alle relazioni sociali, per
mettere in quarantena la vita, per sterilizzare ogni movimento di
rivolta. Un
arma da usare all’occorrenza quando il potere la
reclama!
Ha
ragione Agamben:
“Si
direbbe che, esaurito il terrorismo come causa di provvedimenti
d’eccezione, l’invenzione di un’epidemia possa offrire il
pretesto ideale per ampliarli oltre ogni limite”...
...“L’eccezione
giuridica – accumulo e concentrazione di sovranità secondo
coordinate che presuppongono un’azione al di sopra o contro la
legge ordinaria, in nome di una necessità dell’arbitrio fondativa
per il diritto – diventa sempre più “regola”, vita
inframmezzata di emergenze (epidemie, terrorismo, terremoti) che
giustificano il ricorso continuo a misure invasive, rese di volta in
volta permanenti”.
Le
Elite’ studiano da secoli gli espedienti piu’ efficaci
per soggiocare gli umani. Hanno
i migliori master nel marketing pubblicitario. Sono
insuperabili nel calcolo cinico delle strategie. Sanno perfettamente
che i
popoli in preda al panico, gettati
in
una situazione emergenziale, sono
piu’ disposti a cedere diritti
e
liberta’ in cambio di controllo
e
sicurezza,
senza
il
bisogno di ricorrere a colpi
di stato o dittature militari,
come
nel
caso
America |Latina.
Come
per
l’11
Settembre,
la Pandemia finta
o vera che sia,
capita
a fagiolo per creare quella che Noamy Klein designa con il termine
“Shock
Economy”.
Si tratta di creare un
evento shock per produrre una successiva
shock
terapy,
una
cura da cavallo che
in condizioni normali, le elite’ non potrebbero imporre.
Lo
scriveva lo stesso Guru del neolibeismo Milton Friedman:
“solo
uno schock, provocato da un cataclisma
naturale, o dalla violenza intenzionale della guerra, puo’
trasformare il politicamente impossibile in polticamente inevitabile”
La
Pandemia e’ una esercitazione, una prova generale della
futura guerra mondiale,
gia’
scritta
nei piani strategici del Pentagono. Un
guerra
che non si decidera’ a colpi di missili nucleari ma di virus, armi
batteriologiche e chimiche, e
soprattuto informative
e informatiche.
La
Guerra ibrida (ibrid
warfare)
mondiale significa anche e sopratutto guerra informativa
(informative
warfare).
Non
puo’ sfuggire agli
occhi di un osservatore attento
che tutti i media mondiali, come nel caso dell’11 Settembre e
dell’invasione dell’Iraq (2003),
siano
diventati improvvisamente
embedded,
siano
scattati all’unisono, come
fanteria
di un esercito,
per
rispondere
ad un’unica regia e silenziare
ogni voce critica che osasse mettere in dubbio la
versione
ufficiale
del
ministero mondiale della verita’, made
in Usa e CNN.
Per
concludere non puo’
sfuggire
un’ ulteriore esito
della
Pandemia:
cavalcare
l’onda del
panico
mondiale
per dare
avvio
alla fase
2 della vaccinazione
di massa,
che
consente ai fondi sovrani di convogliare
fiumi
di
denaro nelle casse delle multinazionali farmaceutiche. E
con cio’
avviare
una
terza fase
ancor piu’ distopica
e
inquietante: il
controllo elettronico di
massa con
l’
impianto
di chip ad
identita’ digitale nei
nostri corpi.
In
barba alla tanto sbandierata Privacy in futuro potremmo
essere
sorvegliati urbi et orbi, h24.
Scenari che avrebbero fatto rabbrividire persino geni della distopia
come Huxley e Orwell.
Commenti
Posta un commento